Kali

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Kali è forse la divinità femminile più conosciuta e temibile; completamente nuda, con i capelli sciolti e scarmigliati, in piedi o seduta su Shiva, con una falce in mano e una ghirlanda di teschi umani attorno al collo, la lingua fuori dalla bocca, grondante sangue.

Kali nasce dai ricci di Shiva, come suo fratello Virabhadra, col quale condivide anche l’indole iraconda e sanguinaria e partecipa alla distruzione dello yagna di Daksha. Un racconto tratto dai Purana ci spiega come mai Kali venga sempre rappresentata con la lingua di fuori.

Un asura chiamato Raktabeeja, un tempo, ottenne un favore da Brahma: se una goccia del suo sangue fosse caduta a terra si sarebbe trasformata in seme che avrebbe generato un duplicato dell’asura stesso. In questo modo nessun deva sarebbe stato in grado di sconfiggerlo. E così fu. Ogni tentativo di colpirlo con delle armi peggiorava la situazione. Così i deva, guidati da Indra, andarono da Brahma, che si dichiarò incapace di aiutarli e lì mandò da Vishnu. Anche Vishnu disse di non saper cosa fare per aiutarli e li mandò da Shiva, ma questi li spedì dalla Dea. La Dea accolse la richiesta dei deva e scese in battaglia scegliendo una duplice forma. La prima, Chandi, a cavallo di una tigre e armata fino ai denti; la seconda, Kali, con la bocca spalancata e la lingua di fuori. Chandi attaccò gli ormai numerosi Raktabeeja con le sue armi, mentre Kali beveva ogni singola goccia di sangue prima che cadesse a terra. Raktabeeja fu così sconfitto e la Dea ricavò una ghirlanda dai teschi dell’asura, indossandola come ornamento.

Maha Shivaratri

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Il 24 febbraio è stato Maha Shivaratri, che cade sull’ultima luna nuova d’inverno ed è il giorno più buio del mese. Maha Shivaratri raccoglie tutte le energie di rinnovamento. Nell’astrologia vedica la luna rappresenta  la mente e solo nella notte di Shivaratri la luna è nel suo punto più debole, è dunque questo il momento migliore per poter andare oltre la mente ed entrare più profondamente in contatto con lo spirito.

La figura di Shiva è molto complessa e sfaccettata. E’ Adiyogi, il primo praticante e insegnante di Yoga. I praticanti festeggiano Shivaratri come il giorno nel quale Shiva si è ritirato sul Monte Kailash raggiungendo la piena illuminazione.

Rudra è la forma più antica e primordiale di Shiva. La leggenda narra che Brahma una volta fosse così arrabbiato che dalla sua fronte uscì Rudra che si divise nella sua forma maschile e femminile. Bhairava è un’altra delle versioni terrificanti di Shiva che ha il potere di metterci davanti alle nostre peggiori paure. Secondo la leggenda Brahma creò una meravigliosa figlia della quale si innamorò. Per poterla tenere sempre sotto gli occhi Brahma si fece crescere 5 teste. La figlia, soffocata dalle attenzioni del padre, decise di morire. Shiva si infuriò a tal punto da prendere la forma di Bhairava e tagliare a Brahma una delle sue 5 teste. Brahma apprese la sua dolorosa lezione mentre Bhairava fu condannato a mendicare vagando con il teschio di Brahma in mano. Per la storia di Virabhadra vi rimando al post che trovate qui.

Uno dei simboli più conosciuti dell’induismo è Nataraja, il dio danzante. La danza cosmica di Nataraja simboleggia l’equilibrio dei 3 spetti della Trimurti, dove gli opposti sono profondamente connessi, dove la distruzione e la fine annunciano un inizio.

Shiva non è solo lo yogi in meditazione, è anche il marito e il padre di famiglia. Mentre Shiva era in meditazione Vishnu era preoccupato per le sorti del mondo. Finché Shiva fosse stato sul Monte Kailash nel mondo non sarebbe successo nulla, nulla sarebbe cambiato. Così Vishnu decise di trovare una sposa per Shiva, Shakti, in modo da farlo partecipe del mondo materiale. Maha Shivaratri viene festeggiato dalle famiglie come il giorno del matrimonio tra Shiva e Shakti.

Virabhadra – il mito

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Shiva provava un amore profondo per la moglie Shakti. Shakti ha molte incarnazioni e, ovviamente, molti nomi. Durante una delle sue vite prende il nome di Sati, figlia del re Daksha. Era una ragazza incredibilmente bella e devota a Shiva ma nascondeva il suo amore per professarlo solo a lui. Daksha non era il fan numero uno di Shiva. Il compagno ideale per la figlia non era sicuramente un ragazzo con i dreadlock, coperto di cenere, famoso per il pessimo carattere e rimasto seduto in meditazione per migliaia di anni. Quando Sati arrivò in età da marito il padre organizzò una festa alla quale invitò tutti gli uomini liberi, tranne Shiva. Durante la festa Sati fece conoscenza con gli invitati, per accontentare il padre. Arrivato il momento di dichiarare il prescelto, Sati prese la ghirlanda che aveva al collo e lanciandola in aria invocò il nome di Shiva che apparve in cielo, indossando la ghirlanda, per posarsi a fianco a lei. Secondo la tradizione, chi avesse indossato la ghirlanda sarebbe stato il prescelto, così Daksha non ebbe altra scelta che dare la figlia per sposa al dio che tanto disprezzava.

Dopo che Sati e Shiva si furono sposati Daksha organizzò una seconda festa e ancora evitò di invitare Shiva, con grande disappunto e dolore di Sati. Daksha, che adorava la figlia, rimase sconvolto da tanta tristezza dipinta sul suo volto ma non cambiò idea. La rabbia e la disperazione di Sati accesero un fuoco così intenso in lei che prese fuoco proprio in mezzo alla festa, davanti agli occhi increduli del padre che la vide andare in cenere, impotente.

La morte di Sati creò un tale disturbo nelle energie dell’universo che Shiva, in meditazione sul monte Kailash, lo percepì. Quando il suo messaggero gli raccontò cosa era successo andò su tutte le furie. Sulla cima della montagna si strappò un riccio e lo scagliò a terra con tale rabbia che il riccio strisciò giù dalla montagna per riemergere proprio in mezzo alla festa, dove si trovavano le ceneri di Sati. Il dreadlock si trasformò in Virabhadra, il grande guerriero, che emerse dalla terra, sfoderò la sua spada e tagliò la testa a Daksha. Quando questa cadde a terra Virabhadra si piegò per raccoglierla e la appese come monito su un palo.