Viśvāmitra

Viśvāmitra e Vasiṣṭha

Viśvāmitra fu uno dei più grandi saggi in India. Nacque col nome di Kaushika, un grande re e guerriero. Questo re amava i propri sudditi e lavorava duramente per mantenere la pace e portare prosperità nel suo regno. Era amato e rispettato da tutti.

Un giorno re Kaushika si imbattè nell’eremo di Vasiṣṭha, un saggio. Come usanza, Kaushika e il suo esercito furono accolti dal saggio con ogni cortesia e il re rimase positivamente colpito.

“Come può un asceta avere a disposizione così tanta ricchezza?”. Uno dei suoi soldati rispose: “O grande re. il segreto della sua prosperità è la mucca Nandini”.

“Una mucca?” si stupì Kaushika.

“Sì, Nandini l’ha ricevuta in dono da Indra. E’ una mucca che esaudisce i desideri del suo proprietario”.

Re Kaushika chiese, allora, a Vasiṣṭha di regalargli la mucca, ma ovviamente questi rifiutò. Il re, non abituato ai rifiuti, decise di prendere la mucca con la forza dichiarando guerra al saggio, sicuro che non fosse attrezzato per competere col suo esercito.

Ma, grazie all’aiuto di Nandini, Vasiṣṭha creò un intero esercito di guerrieri che sconfisse quello di Kaushika. Il re rimase sconvolto e si rese conto di quanto i poteri spirituali fossero superiori a quelli fisici e decise di dedicare tutta la sua vita alla pratica e alla penitenza per arrivare a quel livello spirituale. Il suo scopo era quello di diventare ancora più grande e potente di Vasiṣṭha stesso.

Dopo diversi anni il suo duro lavoro portò i frutti e Vasiṣṭha stesso lo investì del titolo di brahmarṣi. Gli anni di pratica e meditazione gli valsero il nome di Viśvāmitra o amico del mondo.

Vasistha e la luce

 

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Vasistha fu un grande saggio che decise di raccogliere l’enorme impegno di diventare insegnante di re Rāma, uno degli avatara di Vishnu. Rāma apparve sulla terra per riportare il Dharma in risposta alla corruzione dilagante.
Il padre di Rāma, re Dasharatta, era preoccupato per il giovane figlio. Al ritorno da ognuno dei suoi viaggi Rāma appariva sempre più deluso. La sua crescente apatia preoccupava il re che decise di chiedere aiuto al saggio Vasistha. Quando Dasharatta descrisse lo stato d’animo in cui versava il figlio Vasistha se ne rallegrò: il tipo di disillusione che Rāma stava vivendo era, in realtà, un segno del suo percorso spirituale.
E’ necessario vedere la crepa sul soffitto prima di cominciare a vedere la luce brillarvi attraverso. Vasistha vide nello sconforto di Rāma un’opportunità e andò da questi a presentarsi. Rāma espresse scetticismo. Era molto depresso e gli sembrava che l’intero mondo non avesse speranze.
Vasistha cominciò a spiegare che questa visione era proprio ciò che gli sarebbe servito per ritrovare chiarezza e che il suo percorso spirituale era già cominciato. Aveva solo bisogno di una guida.

Il saggio Vasistha

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Brahma fu creato all’inizio del tempo ed ebbe il compito di creare il resto dell’universo. Davanti all’enormità di tale compito decise di chiedere aiuto. Creò, così, qualcuno su cui poter fare affidamento.  Iniziò da quattro figli e, attraverso fatica e lavoro, e qualche sofferenza, Brahma riuscì a portare a termine il proprio compito e creare l’universo.

Il saggio Vasistha era uno dei saptariśi, i 7 saggi, che aiutarono. Era molto saggio e Brahma decise di rivelargli il grande segreto della vita mortale. Sperava che Vasistha potesse comprendere il dolore umano e le emozioni poiché questo gli avrebbe donato empatia e saggezza. “Vasistha, ti manderò sulla terra in un corpo malato. Solo allora capirai il dolore e dunque sarai in grado di trascenderlo per raggiungere la vera saggezza. Vasistha acconsentì immediatamente, senza immaginare cosa potesse significare una cosa del genere.

Il dolore si impadronì di lui progressivamente e il saggio cercò di sopportarlo il più possibile, ma, alla fine, il dolore divenne intollerabile. Vasistha giunse a desiderare di liberarsene, ma non sapeva come. Pensò che attraverso il tapas e la pratica austera Brahma avrebbe potuto mostrargli la via e così fece, sperando che il dio lo notasse e lo liberasse.

Alla fine Brahma lo notò e decise che Vasistha era pronto per imparare il grande segreto della vita mortale. “Vasistha, il segreto per sopportare il ciclo di nascita e morte è la tua relazione col dolore. Più lo combatti, più ti piega. Accettare il dolore e vivere con esso ti aiuterà a tollerarlo. Allora imparerai dal dolore, lo trascenderai e raggiungerai l’illuminazione”

Nella posizione dedicata a questo saggio dobbiamo trovare il nostro equilibrio attraverso il corpo, ma anche grazie alla mente, unendoli in un’unica essenza.