Perché si canta Śanti 3 volte?

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Śanti (Shanti) in sanscrito significa pace, armonia. Dove troviamo pace e armonia troviamo, indiscutibilmente, felicità. Avere la fortuna di vivere in un tempo e in un luogo di pace, tuttavia, non è sinonimo di felicità. Già, perché la pace può essere esteriore o interiore. Nonostante possa condurre una vita apparentemente pacifica e piena di agi, una persona può non essere in pace con se stessa. La pace interiore può essere turbata da paure e preoccupazioni. I rishi dell’antica India analizzarono i motivi che disturbano l’equilibrio mentale dell’uomo e giunsero alla conclusione che tutti i turbamenti e le sofferenze provengono da 3 origini.

La prima comprende le forze della natura sulle quali l’uomo non può nulla, come terremoti, allagamenti, uragani, eruzioni vulcaniche etc.

La seconda comprende fattori come gli incidenti, i crimini, le relazioni umane “malate”, la gelosia.

La terza comprende le azioni passate che non sono state ripagate dall’uomo nelle sue vite precedenti.

Nella loro ricerca della pace i rishi scoprirono il principio di trivaram satyam, ossia “ciò che viene ripetuto sinceramente per tre volte si realizza”. Così, quando si canta 3 volte Śanti, la pace prevale sulle tre fonti di disequilibrio nella nostra vita. Il primo Śanti viene cantato in tono più alto, verso le forze della natura. Il secondo, un po’ più basso, è diretto a ciò che ci circonda. L’ultimo, il più basso, è rivolto a se stessi.

Pace in cielo, in terra e dentro di noi.