Il vimāna

Nel Rāmāyana si racconta che, durante l’esilio, Rāma e Sitā si rifugiarono nella foresta a vivere. Un giorno Sitā vide un cervo d’oro e chiese a Rāma di catturarlo per lei. Rāma dapprima rifiutò. Non voleva lasciare la moglie da sola, temendo che potesse accaderle qualcosa, ma la sua insistenza lo spinse ad allontanarsi dal loro rifugio, a caccia del cervo. Purtroppo si trattava di una trappola e, non appena Rāma si allontanò, l’asura Rāvana rapì Sitā caricandola sul suo vimāna, il carro volante, con la quale la portò fino all’isola di Lankā.

Il vimāna più famoso si chiama Pushpaka (fiorito); fu costruito da Viśvakarman, l’architetto divino, per il dio della ricchezza, Kubera. Si dice che avesse due piani, che fosse elegante, spazioso, con sale finestrate dalle quali i viaggiatori potevano guardare comodamente fuori. Si dice che emettesse musica mentre passava nel cielo leggero come una nuvola e non importa quanti passeggeri ci fossero a bordo, c’era sempre un posto libero.

Sethu Bandha Sarvangasana

Durante il quattordicesimo anno di esilio di Rama, sua moglie Sita fu rapita da Ravana, che la portò sulla sua isola, Lanka. Hanuman aiutò Rama a cercarla e, una volta trovata, tornò da lui; insieme organizzarono un esercito di scimmie per andare a prenderla. Giunti sulla costa indiana si pose loro il problema di come attraversare l’oceano per arrivare sull’isola. Costruire un ponte era impensabile. Hanuman, allora ebbe un’idea; prese dei massi, vi incise sopra il nome Rama e li lanciò nell’acqua. Incredibilmente i massi non colarono a picco sul fondo dell’oceano, ma, grazie all’incisione, galleggiarono formando uno stabile ponte che permise loro di arrivare sull’isola e liberare Sita.

Kraunca, l’airone

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Nel Ramayana, quando Rama torna dopo una caccia al cervo non trova più Sita, sua moglie. Un airone gli dice di sapere dove si trovi, ma si rifiuta di dirglielo. Arrabbiato Rama lo afferra per il collo e con forza lo piega. Questo è il motivo per cui l’airone ha il collo piegato. In un secondo momento l’airone chiede scusa a Rama e gli rivela che Sita è stata rapita dall’asura Ravana. Mentre viene portata via Sita, le sue lacrime cadono sul corpo dell’airone. Questo è il motivo per cui oggi questo uccello ha le piume bianche.

Vasistha e la luce

 

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Vasistha fu un grande saggio che decise di raccogliere l’enorme impegno di diventare insegnante di re Rāma, uno degli avatara di Vishnu. Rāma apparve sulla terra per riportare il Dharma in risposta alla corruzione dilagante.
Il padre di Rāma, re Dasharatta, era preoccupato per il giovane figlio. Al ritorno da ognuno dei suoi viaggi Rāma appariva sempre più deluso. La sua crescente apatia preoccupava il re che decise di chiedere aiuto al saggio Vasistha. Quando Dasharatta descrisse lo stato d’animo in cui versava il figlio Vasistha se ne rallegrò: il tipo di disillusione che Rāma stava vivendo era, in realtà, un segno del suo percorso spirituale.
E’ necessario vedere la crepa sul soffitto prima di cominciare a vedere la luce brillarvi attraverso. Vasistha vide nello sconforto di Rāma un’opportunità e andò da questi a presentarsi. Rāma espresse scetticismo. Era molto depresso e gli sembrava che l’intero mondo non avesse speranze.
Vasistha cominciò a spiegare che questa visione era proprio ciò che gli sarebbe servito per ritrovare chiarezza e che il suo percorso spirituale era già cominciato. Aveva solo bisogno di una guida.

Ram

 

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Ram è la settima incarnazione di Vishnu, venuto sulla terra per sconfiggere il malvagio re Ravana. La sua storia è raccontata nel Ramayana, la famosissima storia epica indiana.

Nella storia viene raccontata la sua formazione come futuro regnante di Ayodhya e il suo successivo allontanamento in esilio per 14 anni, a causa della crudele matrigna. Proprio durante l’ultimo anno di esilio Sita, la moglie di Ram che ha voluto seguirlo in esilio per condividere la sorte del marito, viene rapita proprio dal crudele Ravana. Per poterla salvare Ram si rivolge al suo nuovo amico Hanuman, che lo aiuta a salvare Sita e a sconfiggere Ravana e il suo regno. Sita e Ram sono visti come simboli di coraggio e lealtà.

Ram è festeggiato in occasione di diverse feste in India, ma la prima festa a lui dedicata è Rama Navami, che corrisponde al suo compleanno. In questa occasione si celebra Dussehra, 10 giorni di rappresentazioni che mettono in scena gli episodi salienti del Ramayana. Fino ad arrivare al decimo giorno, quando si mette in scena la sconfitta di Ravana e del male.

Tra ottobre e novembre si festeggi Diwali, il rientro di Ram e Sita ad Ayodhya, alla fine dei 14 anni di esilio.

La figura di Ram è molto amata in India ed è legata non solo alla figura del perfetto regnante, ma anche alla figura di perfetto marito, leale e corretto. Ram rappresenta l’obbedienza incondizionata alle regole.