Il Monte Meru

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Quando si parla di storie dei Purana è importante saper distinguere tra verità scientifica o credenze. Quello che viene raccontato nei Purana sono concetti, idee, strumenti psicologici (yantra) utilizzati per spiegare alcuni fenomeni. Meru indica le fondamenta. La colonna vertebrale nel nostro corpo viene chiamata merudand, ossia bastone (danda) di Meru, il centro del nostro corpo. Così, anche il mondo ha il proprio centro, il Monte Meru.

La montagna è un concetto fondamentale in tutte le mitologie e le religioni del mondo: per i greci il Monte Olimpo, per la Bibbia il Monte Sinai. Nei Purana il Monte Meru ha importanza centrale e la geografia viene descritta in modo poetico: ogni petalo del fiore di loto sbocciato è un continente e il suo centro è proprio il Monte Meru. In cima alla montagna, vicino alle nuvole, si trova Amravati, dimora degli dei. Da questa montagna nascono i fiumi che bagnano i petali, ossia i continenti.

Le montagne sono simbolo di stabilità, in un certo senso sono eterne, simbolo di immortalità. Il loro opposto sono le acque, i mari, i fiumi, gli oceani, che non sono mai stabili. L’acqua ha le onde, non è mai ferma.

Vayu e Sri Lanka

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Vayu è una delle divinità più antiche della mitologia indiana, risalente all’epoca Vedica. In epoca Puranica le divinità legate ai fenomeni naturali furono “soppiantate” da quelle più strutturate e complesse della Trimurti (Brahma, Vishnu e Shiva), ma non sparirono. Furono “declassate” a divinità minori e relegate nello Svarga, con a capo Indra.

Secondo una leggenda, una volta, le divinità stavano cercando un posto dopo potersi sistemare sulla terra e chiesero a un saggio un consiglio per poter creare un perfetto paradiso. Questi istruì Vayu su come creare un vento così potente che potesse spazzare via la punta del Monte Meru, una montagna sacra, per farlo diventare un luogo sacro adatto agli dei. Vayu tirò fuori dalla propria borsa il vento che gli sembrava più adatto allo scopo e cominciò a soffiare.

All’insaputa di Vayu, il picco della montagna era protetto da Garuda, il vahana o mezzo di trasporto di Vishnu. Così, vedendo l’arrivo del vento, Garuda aprì le proprie ali enormi per fare da scudo al sacro picco dalla furia di Vayu. Riuscì a proteggere la montagna per un anno intero, ma, a un certo punto, le ali cominciarono a rovinarsi e Garuda a stancarsi, così abbassò le ali per riposare. Il saggio avvisò prontamente Vayu, che approfittò subito dell’occasione e soffiò così violentemente che la cima della montagna si staccò e atterrò con un enorme tonfo nell’oceano, dove ora riposa sotto il nome di Sri Lanka, una meravigliosa casa per tutti gli dei.