Marichi, un saggio col caratteraccio

Marichi,_a_Rishi_and_son_of_Brahma.

Marichi era uno dei saptarishi, o 7 saggi, del pantheon Hindū. Tra i suoi poteri c’era quello di poter lanciare maledizioni e, a causa del suo caratteraccio, spesso le sue maledizioni erano ingiuste.

Un giorno Marichi tornò a casa molto stanco e chiese alla moglie Dharmvrata di massaggiargli i piedi. Non appena la donna iniziò Brahma entrò in casa. Poiché si trattava di un ospite (e che ospite) ed era il padre di Marichi, Dharmvrata interruppe il massaggio per accoglierlo in casa. Maichi andò su tutte le furie, sentendosi ignorato dalla moglie.

“Dharmvrata!” tuonò Marichi “Mi hai offeso non solo come marito, ma anche come saptarishi. Ti maledico! Dal momento che hai mostrato un’indifferenza solo pari alla pietra per i miei bisogni, ti condanno a diventare un sasso per sempre, immobile e silenzioso!”

Dharmvrata era stupita e addolorata nello stesso tempo. Così decise di pregare Vishnu affinché intervenisse per cancellare la maledizione. Tuttavia, gli dei hindū non hanno il potere di cancellare le maledizioni di altre divinità o di altri saggi, ma solo di mutarle in maledizioni più leggere. “Dharmvrata, rimarrai una pietra, ma sarai venerata come pietra sacra e tutti gli dei ti desidereranno perché di buon auspicio”.

E così, ancora oggi, Dharmvrata rimane una pietra sacra, maledetta dal marito e desiderata da tutti gli dei.

Il cervo d’oro

  
Quando Ram si trovava nella foresta con il fratello Lakshmana e la moglie Sita, si trovò a lottare con i rakshasa, demoni della foresta. Il loro re, Ravana, decise di rapire Sita e portarla nel proprio regno, l’isola di Lanka. Per far questo aveva bisogno che Sita fosse sola, allontanando i fratelli dalla capanna dove si trovavano i tre. Chiese così a Marichi di prendere la forma di un cervo d’oro e correre attorno alla capanna di Ram. Così fece Marichi, si trasformò in uno splendido cervo dorato con bellissime corna e una magnifica pelle che brillava alla luce del sole. Sita, vedendo questa strana creatura, chiese a Ram di catturarla per lei. Per farla felice Ram prese l’arco e si mise ad inseguire il cervo, determinato a catturarlo, vivo o morto. “Stai qui a controllare che Sita sia al sicuro” disse al fratello Lakshman.

Le ore passavano, non c’era segno di Ram o del cervo. Quindi, improvvisamente, giunse una voce dalla foresta. “Salvami, Lakshman! Salvami, Sita!”. Sembrava la voce di Ram, ma era Marichi che imitava la voce di Ram. Sita mandò un riluttante Lakshman a salvare Ram. Rimasta sola, per Ravana fu un gioco da ragazzi catturare Sita e portarla al suo palazzo. Forse proviene da qui il detto “non è tutto oro quello che luccica”?