Chandra e Ganesh

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Si narra che un giorno Ganesh, dopo aver riempito la propria voluminosa pancia di dolci, mentre andava in giro trasportato dal proprio topo, si trovò davanti a un cobra, spuntato inaspettatamente da un cespuglio, tagliandogli la strada. Il topo, che già non era il più sicuro e stabile dei trasporti per un corpo così voluminoso, spaventatosi fece cadere Ganesh. A causa dell’urto violento la pancia di Ganesh esplose facendo volare via tutti i dolci. Subito Ganesh si affrettò a recuperare i dolci e li risistemò uno dopo l’altro nella pancia, legandola poi con il cobra, che aveva causato l’incidente, per evitare che potesse riaprirsi. Alla vista di questa scena Chandra, la luna,  eruppe in una fragorosa risata che offese enormemente Ganesh.

Questi, in preda alla collera si staccò la zanna destra e la lanciò verso la luna spegnendone la luce e condannando così il mondo ad essere illuminato solo dal sole.

Dopo qualche giorno gli altri dei si riunirono e decisero di chiedere a Ganesh di spezzare la maledizione e restituire la luce della luna al mondo perché la sua assenza avrebbe causato troppa sofferenza e in definitiva la distruzione dell’amore tra gli esseri umani.

A loro parere, non poteva esserci amore, quiete, pace e armonia sotto la sola luce del sole. La luna era necessaria per bilanciare il sole, equilibrandone le vibrazioni di azione, attività, espansione ed espressione con la sua caratteristica di musa ispiratrice della quiete, del sentimento, dell’impressione e costruzione lenta e profonda.

Fu così che Ganesh acconsentì a patto che questa luce fosse irradiata pienamente solo una volta al mese e che per il resto del tempo la luna dovesse rinunciare a parte della propria luce e rappresentasse le due zanne di Ganesh una delle quali era stata sacrificata nello scatto di rabbia. Lui stesso avrebbe portato per sempre il segno dello squilibrio generato dalla rabbia, avendo una sola zanna intatta mentre l’altra, la destra, sarebbe stata spezzata per sempre a rappresentare l’effetto di questa perdita di equilibrio interiore.

L’inizio

Ganesha

In questi giorni ricorre la festa di Ganesh,  una delle divinità induiste più amate. Si crede che Ganesh, figlio di Parvati e Shiva, sia in grado di rimuovere gli ostacoli. In India la sua statuetta viene sistemata sempre all’ingresso di casa o delle attività lavorative. La sua protezione viene cercata all’inizio di un viaggio, di un’impresa o di un cambio di vita. Oltre a “portare fortuna”  e ad allontanare gli ostacoli, Ganesh fa da ponte tra vecchio e nuovo: è il ponte del retto modo di vivere (Dharma) che connette il passato al presente. Anzi, fa molto di più: è ritenuto in grado di presentarci gli ostacoli proprio all’inizio del nostro cammino per farci riflettere e comprendere. Quello che può apparire come un ostacolo potrà, alla fine, rivelarsi come strumento di forza e di auto-esplorazione e conoscenza. Ganesh ci mette di fronte alle sfide della nostra vita. Non tutte le cose vanno come avevamo pianificato, spesso gli ostacoli ci sfidano e ci occorrono perseveranza e chiarezza per riuscire ad arrivare a quello che va fatto.

Ma il successo non dipende solo e banalmente dal raggiungimento di ciò che stavamo cercando. Dobbiamo essere in grado di riconoscere le occasioni inaspettate e le opportunità che gli ostacoli ci offrono.

C’è chi crede nel destino e nel caso e chi invece alle possibilità magiche e infinite dietro ad ogni situazione. Per superare i nostri ostacoli personali abbiamo bisogno di riconoscere l’esistenza di entrambe le possibilità e capire che la vita è piena di grazia, basta solo saperla cogliere.