Chandra Darshan

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Oggi cade il Chandra Darshan di maggio. Ogni mese, il giorno dopo Amavasya, ossia il giorno senza luna, gli Induisti contemplano Chandra, la luna appunto. Questo mese il rito è particolarmente propizio in quanto cade proprio di lunedì, il giorno dedicato proprio a Chandra, la luna.

Chandra fa parte dei Navagraha, i 9 (nava) pianeti (graha) che influenzano maggiormente la Terra e la vita su di essa con le proprie energie. La luna, che per gli induisti è una divinità maschile, è associata alla saggezza, alla purezza e alle buone intenzioni. In natura si occupa di nutrire le piante e gli animali. E’ sposato alle 27 Nakshatra, figlie del Prajapati Daksha ed è il padre del pianeta Budha, Mercurio. Puoi trovare le storie di Chandra qui, qui e qui.

Cosa fare per Chandra Darshan? Innanzitutto è previsto un giorni di digiuno fino al tramonto, momento più propizio per contemplare la luna, non appena spunta. Darshan in sanscrito indica l’atto di osservare e contemplare, significa “vedere, guardare, osservare, contemplare”. Il Darshan permette di vedere la verità degli altri ed è legato alla fase dell’acquisizione delle informazioni. Esso si completa con il Dhyana che ci permette di digerire questa verità nella nostra mente e a rielaborarle. Entrambi sono necessari. Il Darshan si ferma all’involucro mentre il Dhyana ci permette di andare in profondità a partire dall’esterno, per arrivare sempre più in profondità.

Chandra e Ganesh

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Si narra che un giorno Ganesh, dopo aver riempito la propria voluminosa pancia di dolci, mentre andava in giro trasportato dal proprio topo, si trovò davanti a un cobra, spuntato inaspettatamente da un cespuglio, tagliandogli la strada. Il topo, che già non era il più sicuro e stabile dei trasporti per un corpo così voluminoso, spaventatosi fece cadere Ganesh. A causa dell’urto violento la pancia di Ganesh esplose facendo volare via tutti i dolci. Subito Ganesh si affrettò a recuperare i dolci e li risistemò uno dopo l’altro nella pancia, legandola poi con il cobra, che aveva causato l’incidente, per evitare che potesse riaprirsi. Alla vista di questa scena Chandra, la luna,  eruppe in una fragorosa risata che offese enormemente Ganesh.

Questi, in preda alla collera si staccò la zanna destra e la lanciò verso la luna spegnendone la luce e condannando così il mondo ad essere illuminato solo dal sole.

Dopo qualche giorno gli altri dei si riunirono e decisero di chiedere a Ganesh di spezzare la maledizione e restituire la luce della luna al mondo perché la sua assenza avrebbe causato troppa sofferenza e in definitiva la distruzione dell’amore tra gli esseri umani.

A loro parere, non poteva esserci amore, quiete, pace e armonia sotto la sola luce del sole. La luna era necessaria per bilanciare il sole, equilibrandone le vibrazioni di azione, attività, espansione ed espressione con la sua caratteristica di musa ispiratrice della quiete, del sentimento, dell’impressione e costruzione lenta e profonda.

Fu così che Ganesh acconsentì a patto che questa luce fosse irradiata pienamente solo una volta al mese e che per il resto del tempo la luna dovesse rinunciare a parte della propria luce e rappresentasse le due zanne di Ganesh una delle quali era stata sacrificata nello scatto di rabbia. Lui stesso avrebbe portato per sempre il segno dello squilibrio generato dalla rabbia, avendo una sola zanna intatta mentre l’altra, la destra, sarebbe stata spezzata per sempre a rappresentare l’effetto di questa perdita di equilibrio interiore.

Ancora Chandra

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Chandra, il dio della luna, di cui abbiamo già parlato qui,  a causa della maledizione lanciatagli da Daksa, il suocero, cresce man a mano che si muove verso la sua moglie favorita e rimpicciolisce man a mano che si allontana da lei. Il 28esimo giorno, quando nessuna moglie è vicina a Chandra, il cielo è scuro, senza alcuna traccia della luna. In questo giorno la luna si trova sulla testa di Shiva. Quando guardiamo in cielo e vediamo la Luna piena, Chandra e Rohini sono di nuovo insieme.

Chandra – la Luna

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La luna, è la seconda divinità più importante tra i pianeti. Chandra è nato dal mare di latte durante la creazione del mondo e degli esseri viventi. Quando uscì dal latte rischiò di accecare dei e demoni con la sua luminosità. Fu allora deciso che vivesse nel cosmo sotto forma di pianeta. Una volta trasferitosi nel cielo Chandra condusse una vita amorosa piuttosto complicata. La sua prima amante, Tara, era la moglie di Brihaspati, il mentore degli dei nello Svarga. Dalla loro unione segreta nacque Budha (Mercurio). Successivamente Chandra sposò le 27 figlie di Daksa, un’antica divinità che chiese in cambio a Chandra di non sceglierne una come favorita, ma di amarle tutte ugualmente. Chandra non fu in grado di mantenere la promessa e Daksa lo maledisse riducendo il suo pieno splendore a durare solo una notte al mese.

Chandra è l’astro dominante di Ida Nadi, uno dei tre canali energetici principali del nostro corpo, mentre gli altri due Pingala Nadi e Sushumna Nadi sono rispettivamente dominati da Surya e Kundalini. I due canali Ida e Pingala dovrebbero essere equilibrati per consentire un buono stato di salute e dello spirito.

La superluna e i (suoi) super poteri

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26/10/2015

Domani sera potremo ammirare in cielo l’ultima “super luna” del 2015, la sesta di quest’anno. La luna, infatti sarà così vicina alla terra da sembrare molto più grande del solito. Proprio a causa della sua vicinanza, il suo influsso sarà maggiore del solito. Sappiamo già che la luna influenza le maree, i terremoti e la terra in generale. Molte persone vengono definite “lunatiche”. Il nostro corpo è formato per il 65% da acqua, se la luna influenza le maree, anche il nostro corpo subisce l’influenza della luna. E con il nostro corpo anche la nostra anima.
Leggendo alcuni articoli su questa luna piena e sulle posizioni dei pianeti in questa fase ( io sono assolutamente ignorante in materia ) ho scoperto come gli ultimi mesi siano stati un po’ per tutti un periodo particolarmente difficile e complicato, diciamo più del solito, che ha portato le persone, magari più sensibili a questo momento, a chiudersi in se stesse e nel proprio cuore alla ricerca di un senso che fuori non si sarebbe riuscito a trovare.

Se ripenso all’ultimo paio di mesi effettivamente riesco a scorgere qualcosa di simile. Nulla di tragico o apocalittico ma un senso di desiderio di raccoglimento alla ricerca del nucleo, di quello che veramente fa vibrare le mie corde e quello che invece è solo supeficie.

Questa superluna cade proprio dopo la fine di Navaratri, le nove notti dedicate al cammino verso la conoscenza pura e la liberazione dall’egoismo a favore della condivisione e della generosità. Ora è giunto il momento di fermarsi ad ascoltare chi e cosa, dopo questo periodo di grandi movimenti del cuore e della mente, sentiamo ancora vicino al nostro di cuore. Tradizionalmente la luna getta luce sulle parti della nostra vita che più hanno bisogno di essere illuminate. Come un grande occhio di bue sul palcoscenico nel buio di un teatro. E questa superluna in particolare è un’enorme lente di ingrandimento che ci mostra quello che è veramente importante per noi.

Tanti elementi esterni sono intervenuti in questo periodo a sballottarci e a tentare di condurci fuori strada. Ciò che rimane, dopo che il superfluo è scivolato via, sono le cose davvero importanti, quelle che hanno davvero significato nelle nostre vite.

A volte le cose non accadono quando lo desideriamo ma quando devono accadere

È il momento di osservarsi e, con onestà, connettere cuore e mente e lasciar semplicemente che sia ciò che deve essere.

Non ci sono lezioni da apprendere, si tratta solo di stare. Di esserci nel momento, nel presente e di saper accogliere tutto quello che arriva. È il momento di dirsi ” io sono all’altezza”.

Il sole vede i nostri corpi, la luna le nostre anime