Il corvo, brutto ma saggio

kak

 

Un giorno Garuda andò da Shiva a chiedere se fosse vero che Ram era l’avatar di Vishnu. Shiva lo mandò da KakaBushundi, il saggio intrappolato nel corpo di un corvo. Una volta arrivato dal saggio, Garuda gli fece la domanda. Bushundi allora cominciò a recitare tutto il Ramayana, dissipando ogni dubbio di Garuda che, prima di andarsene volle sapere come mai una persona tanto illuminata e saggia fosse intrappolata nel corpo di un corvo, creatura ritenuta infima. Bushundi raccontò di come, un tempo, fosse un giovane arrogante e presuntuoso, devoto a Shiva, ma irrispettoso delle altre divinità, in particolare di Ram.

Per questo fu punito da Shiva e costretto a reincarnarsi in un serpente. Il suo maestro intervenne per intercedere in suo favore, nonostante fosse stato trattato con arroganza e sufficienza dal discepolo. Shiva gli concesse un dono, trasformando la maledizione in una fortuna: il discepolo si sarebbe reincarnato sì nelle forme animali più basse, ma senza dover affrontare la morte e senza mai perdere memoria degli stati precedenti.

Così Bushundi visse nella foresta fino a quando nacque Brahmana. Sotto queste spoglie divenne seguace di Ram. Ma ancora una volta Bushundi si dimostrò chiuso di mente e arrogante nella sua ottusa convinzione di essere nel giusto, così venne trasformato in corvo, animale spocchioso e vanitoso. Sotto forma di corvo ebbe la possibilità di imparare il Ramayana, cantarlo e diffonderlo.

Così quando Garuda gli chiese come mai continuasse a vivere nel corpo di un corvo quando avrebbe potuto ormai facilmente prendere un’altra forma, Bushundi rispose: “Amo questo corpo perché è stato proprio in questa forma che ho potuto accogliere Ram nel mio cuore”