Vishnu e il quadrato

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Vishnu è la divinità blu, con 4 braccia, che riposa sulle spire di un serpente fino a quando le forze del disordine non lo risvegliano per portarlo in battaglia a cavallo della sua aquila, Garuda, per riportare l’ordine. Il serpente di Vishnu rappresenta una terra stabile, che segue il proprio ciclo di stagioni, rigenerandosi da sola. L’aquila è invece il vento del cambiamento, la rivoluzione che riporta speranza. Il serpente e l’aquila, dunque, non vanno d’accordo.

Vishnu è la divinità che organizza il mondo, portando un ritmo regolare e prevedibile nella natura; la sua compagna, la Dea, di presenta sotto due forma:

Lakshmi – l’onda fertile e favorevole della natura che si manifesta come il giorno, la luna crescente, l’alta marea, la primavera, le piogge e i raccolti.

Alakshmi – l’aridità, la notte, la luna calante, la bassa marea, il caldo, le estati torride e gli inverno rigidi.

Il simbolo del quadrato rappresenta la funzione di Vishnu di addomesticare la natura attraverso la cultura. Nella cultura l’uomo può sopravvivere ed esplorare il proprio potenziale, generando ricchezza e bellezza. La società nasce dalle regole, dai ruoli e dalle responsabilità che danno alla vita una direzione. In cima a questa società gerarchica c’è Lakhsmi, della della prosperità e del potere, che i più ammirano; alla base c’è Alakshmi, dea della povertà e della sfortuna.

Devdutt Pattanaik

I buoni e i cattivi

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I Deva e gli Asura, divinità e demoni, agiscono come forze e “contro”-forze. Nell’episodio del mescolamento dell’oceano di latte, dei e demoni si trovano a collaborare per trovare Amrita, il nettare dell’immortalità. L’oceano di latte rappresenta le possibilità illimitate del mondo. La materia si trova in uno stato di entropia fino a quando Deva e Asura non la agitano. Quello che emerge come risultato sono i tesori rappresentati da potere, piacere, prosperità, tutte cose che rendono il mondo degno di essere vissuto.

Accanto ai simboli di potere, piacere e prosperità si presenta anche l’inquinamento sotto forma di massa viscida chiamata Halahala. L’inquinamento è una componente inevitabile di qualsiasi manifattura. Halahala è un sottoprodotto di tutte le cose buone che vengono estratte  dall’oceano.

Halahala si incarna in Alakshmi, la dea della sfortuna, sorella gemella di Lakshmi, la dea della prosperità e della fortuna. Così come nulla di meraviglioso può essere prodotto senza l’equivalente produzione di uno scarto, così Lakshmi si accompagna sempre ad Alakshmi.

Lakshmi è associata ai dolci, mentre Alakshmi alle cose aspre e piccanti. In tutte le case in India si trovano sempre dolci mentre limoni aspri e peperoncini piccanti vengono appesi fuori dalla porta di casa. Lakshmi entra in casa a caccia di dolci, portando ricchezza e prosperità, Alakshmi si ferma sulla soglia per mangiare limoni e peperoncini e se ne va soddisfatta.

Liberamente tratto da Myth=Mithya – D. Pattanaik