Myth

Conmukha mukha mudrā

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Questa mudrā viene utilizzata per bilanciare l’energia solare con quella lunare nel nostro corpo, così come il maschile e il femminile, lo yang e lo yin. Lavora, inoltre, sull’armonizzazione di prana e apana, i due processi che sottendono all’immissione di energia e all’espulsione degli scarti dal nostro corpo.

Per eseguirla occorre unire la punta delle dita di ciascuna mano in modo che il polpastrello del pollice tocchi contemporaneamente tutti gli altri. Girare la sinistra verso il basso, mentre la destra verso l’alto per unire le punte delle dita tra di loro. Mantenere per 5/10 minuti per poi ruotare e portare in alto la destra e in basso la sinistra e mantenere per altri 5/10 minuti.

Questa mudrā calma la mente e porta un naturale bilanciamento tra energie ascendenti e discendenti del corpo.

La manifestazione dell’universo

Vac , la dea della parola, del discorso e del suono

Nella Brihad aranyaka Upaniśad si parla della manifestazione dell’universo.

” Il Brahman è infinito ed è infinita anche la manifestazione universale: ciò che è infinito ha origine dall’infinito. Anche traendo l’infinito dall’inifinito, l’infinito resta infinito.”

Il Prajapati, il primo uomo, ebbe due gruppi di figli: i Deva e gli Asura. I Deva chiesero la facoltà della parola, Vac (Chiamata anche Sarasvatī) e venne data loro la facoltà della recitazione. Gli Asura si resero conto che in questo modo i Deva li avrebbero superati, perciò lanciarono un maleficio sulla parola e crearono così gli insulti. Nei versi successivi il procedimento si ripete con l’odorato, l’udito e la mente. L’influsso degli Asura creai i cattivi odori, i rumori molesti e i pensieri negativi. Quando però fu la volta dell’energia vitale, che risiede nella bocca, il maleficio degli Asura fallì: si ritorse contro di loro, li schiacciò e li disperse in ogni direzione.

Brihad aranyaka Upaniśad 1.3.2 – 1.3.7

Varaha, il cinghiale

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Varaha è un avatara o reincarnazione di Vishnu, apparso due volte per salvare Bhumi Devi, la Terra. La prima volta che si incarna è all’inizio della creazione, quando la dea giace nelle profondità dell’oceano Garbhodhaka (che riempie metà dell’universo); la seconda, quando l’opera del terribile asura Hiranyaksa ha sconvolto tanto il suo equilibrio da farla cadere di nuovo nell’oceano Garbhodhaka. Il cinghiale, arrivato sul fondo dell’oceano, solleva la Terra con le sue zanne e la riporta in superficie. Per evitare che la Terra possa scivolare via e cadere di nuovo durante la risalita, Varaha la stringe così forte da formare le pieghe che oggi sono i monti e le vallate. Per questa ragione Vishnu è celebrato anche come marito e protettore di Bhumi Devi ed insieme sono adorati come Bhumi-Varaha.

Kraunca, l’airone

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Nel Ramayana, quando Rama torna dopo una caccia al cervo non trova più Sita, sua moglie. Un airone gli dice di sapere dove si trovi, ma si rifiuta di dirglielo. Arrabbiato Rama lo afferra per il collo e con forza lo piega. Questo è il motivo per cui l’airone ha il collo piegato. In un secondo momento l’airone chiede scusa a Rama e gli rivela che Sita è stata rapita dall’asura Ravana. Mentre viene portata via Sita, le sue lacrime cadono sul corpo dell’airone. Questo è il motivo per cui oggi questo uccello ha le piume bianche.

Ahaya Hridaya Mudrā

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Abhaya in sanscrito significa senza paura. Hridaya significa radice, essenza, ma anche cuore. Questo è il gesto del cuore senza paura. Lavora rinforzando gli elementi “leggeri” di aria e etere e fluidi e dinamici di aria e acqua, portando equilibrio e radicamento attraverso il contatto di fuoco e terra.

Questa mudrā ci riporta in contatto con il nostro cuore e la sua verità, la verità del nostro sentito. Rappresenta la nostra capacità di rimanere saldi nell’occhio del ciclone, in mezzo ai cambiamenti.

Matangi, la dea della trasformazione

  

Matangi mudrā è il gesto dedicato a una divinità femminile poco conosciuta, ma molto affascinante. Potremmo definirla come l’alter ego di Saraswatī, che viene definita come la protettrice delle arti e della parola. Si dice che Matangi sia la protettrice di chi ragioni e pensi fuori dagli schemi e rappresenta le 64 arti. Si racconta che fosse la sorella di Śiva, una sorella un po’ fissata con le buone maniere e la casta dei brahmini, che mal sopportava le abitudini del fratello. Śiva non faceva caso alle critiche della sorella, ma Pārvatī ne era talmente infastidita che un giorno decise di maledirla e condannarla a rinascere nella casta degli intoccabili, a Varanasī. Da allora Matangi viene associata agli outsider ed è legata al potere dell’ascolto e della capacità di cogliere il significato e convertirlo in coscienza e pensiero. La parola etichetta e stereotipa i concetti, ostacolando, spesso, il contatto diretto dello spirito con gli oggetti nominati. Il potere di Matangi è quello di utilizzare in modo corretto le parole per andare oltre e trovare il significato profondo che si trova al di fuori dei limiti demarcati dalla tradizione e dall’abitudine.

Nato due volte

  

Esiste un asana che si chiama Svarga Dvidasana. É una posizione che richiede equilibrio, concentrazione, apertura e allungamento. Viene normalmente tradotto com Uccello del Paradiso, poiché Svarga è una sorta di Paradiso induista, dove le anime rimangono in attesa della successiva reincarnazione, quelle che si sono comportate bene. Dvid significa, letteralmente, nato due volte. Esistono tre “cose” nate tre volte:

– gli uccelli, che nascono in un uovo e rinascono quando l’uovo si rompe.

– i denti, che nascono quando siamo piccoli, cadono e rinascono 

– lo yogi che nasce, vive e rinasce quando decide di intraprendere il proprio cammino yogico

Ogni volta che srotoliamo il tappetino e pratichiamo abbiamo l’occasione di rinascere, assaporando il paradiso, anche nel mezzo del caos della vita. Ogni pratica ci dona una nuova prospettiva.

Il corvo e il cocco

  
Nello Yoga Vasistha si racconta del rapporto tra il giovane Ram (reincarnazione di Vishnu e futuro re) e il suo precettore Vasistha. Un giorno Vasistha racconta questa breve storia al proprio allievo: un corvo stava volando nel cielo quando, stanco, decise di fermarsi e posarsi sul ramo di una palma da cocco. Nel preciso istante in cui il corvo atterrò sul ramo, una noce di cocco si staccò e cadde a terra. I due eventi sembrano connessi tra di loro. L’arrivo del corvo sembra aver provocato la caduta del cocco. In realtà tra le due cose non esiste alcune relazione. La nostra mente spesso crea delle relazioni tra 2 eventi per soddisfare l’insito bisogno dell’uomo di spiegazioni logiche. 

“Comportati come se tutto quello che fai facesse un mondo di differenza, tenendo a mente che tutto quello che fai non fa nessuna differenza per il mondo” Siamo destinati ad agire con fede, fiducia, devozione, interesse ed entusiasmo, usando tutta la nostra saggezza, la nostra abilità, tenendo a mente che questo non fa alcuna differenza.La parte importante è quello che accade dentro di noi mentre lo facciamo. 

Navaratri – giorno 9 – casa

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Quando l’universo era ancora un vuoto fatto di buio, non c’erano ancora indicazioni sul mondo. Un raggio di luce divina si diffuse, illuminando ogni angolo di quel vuoto. Questo mare di luce, senza forma, improvvisamente cominciò a prendere una forma definita fino a diventare una dea, Mahaśakti. La dea creò la Trimurti, Brahma, Visnu e Śiva. Disse alle 3 divinità di mettersi in contemplazione per comprendere il loro ruolo e compiere il proprio dovere al servizio del mondo. Seguendo le istruzioni della dea la tridevi si sedette presso la riva dell’oceano in contemplazione per molti anni. La dea apparve di fronte a loro sotto forma di Siddhidharti e assegnò loro una compagna a testa: Sarasvati, Lakśmi e Parvati. Dopodichè diede a Brahma il compito di creare l’universo, a Visnu quello di preservare e proteggere la creazione e le sue creature e a Śiva quello di distruggerlo al momento giusto. Disse loro che i poteri a loro assegnati corrispondevano alle rispettive mogli, che li avrebbero aiutati ad adempiere ai propri doveri. Così dicendo donò loro 8 poteri sovrannaturali: Anima, Mahima, Garima, Lagima, Prapti, Prakambya, Isithva e Vashitva.

Con Anima puoi ridurre le dimensioni di un corpo fino alle dimensioni di una briciola.

Con Mahima puoi espandere un corpo all’infinito.

Con Garima è possibile diventare infinitamente pesanti.

Con Lagima è possibile non avere alcun peso.

Con Prapti è possibile essere ubiqui.

Con Prakambya si possono esaudire tutti i desideri.

Con Isithva puoi ottenere il dominio su tutto.

Con Vasitva si ottiene il potere di soggiogare tutto e tutti.

Su richiesta di Brahma, Siddhidhatri unì i corpi di Śiva e Parvati in un unico corpo, Ardhanariśvara, per permettere la creazione. Le due parti, uomo e donna, crearono dei, demoni, mostri, orchi, alberi, serpenti, mucche, bufali, predatori, prede, animali acquatici, Aruna e Garuda e molte altre specie. La creazione su completata con innumerevoli stelle, galassie e costellazioni. Il sistema solare fu completo con i nove pianeti. Sulla terra fu creata la terraferma, circondata da vasti oceani, laghi, fiumi. Tutti i tipi di di flora e fauna ebbero origine. I 14 mondi fu creati e costruiti e furono chiamati casa.

Sotto questa forma Durga rimuove l’ignoranza e porta chiarezza e lucidità mentale, riportandoci a casa.

Navaratri – giorno 8 – buona coi buoni, terribile coi cattivi

Mahagauri

L’ottavo giorno di Navaratri vede l’apparizione di Durga sotto forma di Mahagauri. I demoni Śumbha e Niśumbha potevano morire son per mano di una figlia di Pārvatī, così Śiva utilizzò i suoi poteri magici per far diventare nera la pelle della moglie, dandole l’epiteto di Kali, che significa nero. La parola Kali in sanscrito significa anche morte, così Pārvatī si sentì in pericolo e si mise ad adorare Brahmā per poter tornare al suo stato precedente. La sua penitenza ebbe successo e Brahmā le disse di fare un bagno nel Mansarovar, un fiume dell’Himalaya. La sua pelle scura si staccò e prese la forma di una donna, che prese il nome di Kauśiki. Pārvatī ritornò bianca e assunse l’epiteto di Mahagauri, che significa molto (maha) bianca (gauri). Tuttavia, per compiere il proprio dovere e uccidere il demone, Pārvatī diede il propio aspetto a Kauśiki e mantenne quello di Kalī per trasformarsi in Candi per uccidere Dhumralocan. Canda e Munda furono uccisi dalla dea Camunda che apparve dal terzo occhio di Candi. Candi si trasformò in Kaalaratri per ucciedere Raktabija e Kauśiki uccise Śumbha e Niśumbha e successivamente si unì a Kalī per tornare nuovamente Gauri.

Gauri è la Dea, Śakti o Dea Madre, che si manifesta sotto molte forme. Protegge chi se lo merita e punisce coloro che si comportano male. Illumina i ricercatori spirituali e elimina la paura della rinascita garantendo la salvezza.