La generosità

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Sivi era il re di Usinara, un regno nel nord-ovest dell’India. Era un re buono e giusto e la sua generosità non aveva limiti. La sua fama si diffuse fino ai cieli e gli dei ne rimasero colpiti. Poteva davvero esistere una creatura così generosa?

Indra disse: “E’ facile essere generosi quando sei un re di un regno così ricco”. Agni rispose che non era affatto vero. Sivi era generoso di indole e non in quanto ricco. Lo aveva visto donare milioni di monete d’oro, tanto che nel suo regno non esistevano fame e povertà.

“Sono sicuro che il re faccia numerosi sacrifici in tuo onore; per questo ne parli bene” gli rispose Indra. “Scoprirò da solo la verità. Ammetterò la sua generosità solo quando donerà qualcosa che vada oltre al materiale. Chi viene con me?”.

Agni si offrì subito. Voleva tenere d’occhio Indra e vedere il dio rimangiarsi le sue parole.

“Se ci presentiamo così, ci darà quello che vogliamo. Abbiamo bisogno di cambiare forma, in modo che non ci possa riconoscere.” disse Indra. Così Agni prese la forma di un piccione e Indra di un falco. Il falco iniziò a cacciare il piccione e il piccione scappò da Sivi per cercare rifugio. Il re accolse l’uccellino tremante di paura.

“Non aver paura, piccolo piccione, mi prenderò cura di te”.

Proprio in quel momento comparve il falco: “Per favore, lascia andare il piccione, mi stai deprivando del mio pasto e ho sentito dire che nel tuo regno nessuno debba soffrire la fame”

“Tutto qui?” chiese il re ridendo. “Dirò ai miei uomini di darti un buon pasto”.

“Ma io non mangio cibo cucinato”

“In quel caso ti darò carne fresca”

“Non amo che altri caccino le mie prede. Lo voglio fare io. Lascia andare il piccione”

“Mi dispiace, non è possibile” rispose il re “Il piccione cercato rifugio da me e non posso tradirlo e lasciarlo andare”.

“Ora so che tutto quello che ho sentito su di te è falso. La tua generosità è sbilanciata.  Mi deprivi di un pasto per salvare un’altra creatura”

“Non è vero. Ti darò tutto quello che vuoi, a parte la vita del piccione”

“Mi darai un po’ della tua carne? Non ne ho bisogno più del peso del piccione”

Il re Sivi accettò e chiese bilancia e coltello. Quindi scelse la parte più carnosa del suo corpo e ne tagliò una generosa porzione. Il piccione era su un piatto, la carne sull’altro. Ma il piccione era più pesante. Il re ne tagliò un’altra parte e un’altra ancora, ma il piccione era sempre più pesante. Presto non rimase più carne da tagliare e Sivi mise il suo corpo sulla bilancia. Finalmente i piatti si pareggiarono e il falco volò via.

Agni prese allora la sua forma e curò il re sanguinante. Benedisse Sivi e tornò in cielo.

“Cos’hai da dire ora?” Agni chiese a Indra.

“Concordo sulla sua generosità. Ha offerto la propria vita. Ma cosa accadrebbe se si trattasse di qualcuno che ama?”

“Perché non riesci ad accettare la verità, quando te la trovi davanti?” chiese Agni irritato.

Vishnu sentì il loro litigio e sospirò. Questo litigio minacciava di creare caos, così chiamò Agni e Indra al suo cospetto e disse: “Verificherò la verità di persona, ma questa sarà l’ultima volta. Dopo di che lasceremo il re in pace. E’ chiaro?”

Così Vishnu andò da re Sivi travestito da eremita. Giunto a palazzo dichiarò di non mangiare da 7 anni.

“Cosa vorresti mangiare?”

“Vorrei mangiare la carne di un giovane ragazzo, qualcuno che è stato ucciso e cucinato dal proprio stesso padre.”

Sivi rimase sconvolto dalla richiesta. Che razza di richiesta era? Quale padre avrebbe ucciso e cucinato il proprio figlio? Chi avrebbe mai acconsentito a una cosa del genere? E come avrebbe potuto fare una richiesta del genere? I suoi sudditi erano come suoi figli e il suo dovere era proteggerli. Tuttavia era suo dovere anche onorare il desiderio dell’eremita.

Il re si asciugò le proprie lacrime e decise di sacrificare suo figlio. Lo uccise, lo cucinò e preparò la tavola. L’eremita si sedette a tavola e disse: “Non posso mangiare da solo, vorrei condividere il mio pasto con te”

“Non sono affamato” il re sentiva il suo cuore infrangersi.

“Anche se non lo sei, è tuo dovere come ospite acconsentire alle mie richieste”.

Il re sentì la rabbia salire, ma la placò e si preparò a mangiare la carne di suo figlio. Improvvisamente l’eremita alzò la sua mano e disse “Fermati! Il test si è concluso. Che tutti i mondi sappiano che non esiste re generoso o devoto al proprio dovere come te.”

Vishnu riportò in vita il figlio di Sivi e sparì. Indra e gli altri dei non sentirono mai più la necessità di testare Sivi.

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