Fine e inizio

C’era una volta un grande re titano di nome Jalandhara che, in virtù di straordinarie pratiche ascetiche aveva raggiunto enormi poteri. Decise allora di attaccare gli dei per spodestarli e ristabilire un nuovo ordine. Il suo umiliante governo era tirannico e incurante delle leggi tradizionali dell’universo. Jalandhara decise così di inviare Rahu come messaggero per sfidare Śiva, che in quel periodo stava per abbandonare la vita ascetica per sposarsi.

Rahu avrebbe dovuto chiedere a Śiva di rinunciare alla propria sposa, la più bella fanciulla di tutti i. mondi, per consegnarla a Jalandhara, il nuovo signore dei mondi. Alla richiesta Śiva rispose contrattaccando e dal suo terzo occhio fece comparire un demone dalla forma di leone che, magro ed emaciato, preannunciava fame insaziabile. Gli occhi della bestia fiamme ardenti, la criniera si allargava nello spazio mentre ruggiva. Rahu ne fu terrorizzato, ma, quando la belva di scagliò contro di lui, lastra si affidò alla benevolenza di Śiva stesso, che decise di risparmiarlo, lasciando il leone affamato. La belva chiese allora al dio una vittima per saziare il proprio tormento e Śiva lo invitò a saziarsi della carne delle proprie zampe. Il leone, in preda a una fame insaziabile, era incapace di fermarsi e continuò a mangiarsi fino a quando non rimase solo la faccia. In quel mostro era incarnata l’ira dell’Essere Supremo, Śiva-Rudra che annienta periodicamente l’universo creato riducendo tutto in cenere per poi estinguersi sotto una pioggia torrenziale.

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