Hampi giorno 9

  
Oggi giornata di riposo. Abbiamo la nostra solita pratica alle 6, poi una lezione di Pranayama, colazione e una di Ayurveda (che io salto per stare con Lorenzo ed Edo, ci va Max questa volta). Noi decidiamo di fare un giretto appena fuori all’albergo e troviamo un posto dove vendono nientepopodimenoche le Lays! Le patatine preferite di Edo. Ne facciamo una piccola scorta per i momenti difficili. Il resto del giorno scorre pigramente fino alla sera quando arriva la pratica serale, che però fa Max perchè tocca a lui. Mentre tutti fanno Ashtanga sul prato sottostante noi ci mettiamo sul balconcino a guardare, bere una pepsi e mangiare patatine. Che meraviglia, piccoli momenti magici. Una giornata di completo riposo.

Il momento clou arriva dopo cena. Patil ci regala un sari a testa e ci viene spiegato come indossarlo. Ci chiudiamo in una stanza, ognuna con la propria striscia di tessuto colorato. Sono uno più bello dell’altro, luminosi e coloratissimi. Ci viene spiegato che la prima parte, che per tutti è diversa rispetto al motivo del resto del sari, serve a far fare la casacchina che si mette sotto al sari e che lascia la pancia scoperta. Il resto della stoffa serve a imbalsamarsi e arrotolarsi. Loro la fanno facile, con gesti sicuri e veloci fanno una serie di vestiti bellissimi, con pieghe perfette, io ci provo, ma sembro una appena scappata di casa. La parte di sorto ha una foggia che potremmo definire standard, favile da eicordare,ma difficle da eseguire, perchè la pieghe davanti non devono essere troppe, altrimenti invece di una bella indiana sembri Pattabhi Jois nel famoso video dei mutandoni. Esiste una versione un po’ più semplice nella quale fissi dei pinti di riferimento con le spillette e poi con calma fai le pieghe per poi fermare anche queste con una spilla da balia. In realtà alla seconda spilla da balia mi sono già persa e sembro San Sebastiano. Opto per la versione piu “difficile” ma sicura. Le pieghe vengono un po troppo gonfie e, effettivamente, sembro un signore con problemi di prostata, ma per essere la prima volta ci può stare, dai… vengo sistemata da due mani indiane sapienti, che si muovono con fare sicuro tra le pieghe del tessuto e mi appiattisxono un po’ l’enorme bozzo frontale. Ora possiamo passare alla parte superiore. Tira di qui, gira di là, plissetta  anche qui ed eccoci. Se respiro rimango in mutande. Mi sento come una statua greca. Mentre cerco una posizione che sembri disinvolta parte una nuova spiegazione. Attenzione! Non esiste mica un solo modo per sistemare il sari nella parte superiore. Ne esistono almeno almeno altre 6 o 7. La confusione aumenta, non so più dove mettere cosa e soprattutto come: variante con velo sulle spalle, davanti, sulla testa, alla ciato davanti come una cintura, da gran festa (dove probabilmente vieni servita, riverita e imboccata perché, dovendo tenere i lembi del sari nelle due mani, ogni azione ti viene preclusa), da lavoro (dove hai le mani libere e puoi fare anche i labori più impegnativi e pesanti senza rimanere nuda). Alla fine decidiamo che per quanto riguarda la parte superiore possiamo lavorare di fantasia e inventarci nuove fogge. È piu semplice…

E comunque jeans e t-shirt sono più facili da mettere.

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