Hampi giorno 8

  
Oggi siamo andati a visitare il tempio dedicato a Shiva. Virupaksha temple. Prima di entrare, ai due lati del viale, si trova il vecchio mercato, ormai in disuso, fatto tutto di pietra. Le piante si sono ormai in parte impossessate delle strutture, rendendo il posto ancora piu affascinante. Sembra di essere a metà tra il libro della jungla e Indiana Jones. L’ingresso pullula di tuc tuc, bus, gente che va e viene, bamcarelle di tutti i tipi, dal cocco alle borse, dai peluche ai dolci. Ci incamminiamo verso l’entrata. Bisogna lasciare giù le ciabatte all’ingresso. Mi piace. Amo camminare a piedi nudi sul granito caldo, morbido, modellato e ammorbidito dai passi di chi è già venuto qui, dal tempo, dall’acqua, dal sole, dalla terra e dalla sabbia. Non appena entrati, sulla sinistra vediamo un capannello di gente. Mi avvicino e vedo un elefantino cone le tre tipiche strisce bianche di Shiva sulla fronte. Sta mangiando delle foglie. Ogni tanto si ferma, si fa dare un’offerta e tocca, con la proboscide, la testa di chi compie l’offerta. Ovviamente Edo mi chiede di poterlo fare, così, soldini alla mano, si avvicina sorridente. L’elefenatino nel frattempo si è rimesso a mangiare. Edo sporge la manina coi soldini. L’elefantino lo guarda, sembra dirgli “un attimo”. Prende un ramo, ne strappa delle foglie e le impasta accuratamente con la proboscide, compattandole minuziosamente, per poi infilarsele in bocca. Solo allora, con la bocca ancora piena di foglie, accetta l’offerta di Edo, la da all’uomo che gli sta accanto e accarezza la testa di Edo che torna indietro con gli o chi spalancati e la manina sul cuore: mamma che emozione!

Continuiamo la nostra visita. In mezzo al cortile un enorme bue, o forse mucca, comunque un bovino con gobba, provvisto di enormi corna, mastica con aria oziosa, guardandosi intorno. Un gruppo colorato di donne ci si avvicina per chiedere un selfie, ma nessuna di loro tira fuori il telefono. Capisco che si aspettano che io faccia il selfie. Tutte in posa. Faccio una foto raccapricciante, tagliando la metà delle facce e delle teste, ma loro si rimirano contente e soddisfatte. Procediamo verso la nostra prima meta, il tempio dove si trova raffigurata la scena nella quale Parvati si ritura in meditazione per attirare l’attenzione di Shiva, a sua volta ritiratosi in meditazione per sfuggire al dolore della perdita di Sati, la precedente incarnazione di Parvati. Ho sempre pensato che tutto ciò fosse successo sul monte Kailash. Perchè così narrava, in effetti, la leggenda. Ed effettivamente avrebbe anche senso, ma parte dell’India in cui vai, variante di mito che trovi… qui ad Hampi, oltre a raccontare che le vocende tra Rama e Hanuman sono accadute qui, raccontano anche che è proprio in questo tempio che Parvati è riuscita a risvegliare Shiva dalla meditazione, non prima di aver incenerito con il suo terzo sguardo il povero Kama, che stava cercando di colpirlo con la sua freccia per farlo innamorare di Parvati. Sotto al porticato del tempio stanno dormendo due donne, con le loro borse accanto. Una scimmia si avvicina con aria furba e trafuga da una borsa una borraccia di plastica e comincia a cercare di svitare il tappo per bere. Si apre un siparietto strepitoso; un signore si avventa sulla scimmia per salcare la bottiglia, ma la scimmia con un balzo si arrampica su una solonna del tempio perdendo la bottiglia che vola rumorosamente a terra svegliando le due addormentate. Accanto al tempio finalmente troviamo le scimmie con la faccia nera che tanto ci avevano intenerito l’altro giorno. Mi sono attrezzata con biscotti e carote e questa colta non mi fregano, ne tiro fuori un pezzo alla volta, cosi non mi posso scippare. Le scimmie dagli occhioni dolci arrivano, con il loro fare gentile e orsacchiottoso e comiciano ad appoggiare le loro morbide anine sul mio braccio. E niente, io le amo. Stiamo ad amoreggiare per un po’. Spuntano fuori anche un bel numero di scimmie più piccole, quelle arroganti, con i loro piccoletti appesi alla pancia e le guance gonfie di cibo. Credo che non se la passimo male qui. Sono una delle attrazioni del tempio, mangiano e si vede. Ho letto che in origine in questa zona non c’erano tutte queste scimmie. Ne sono state loberate circa 300 in occasione della registrazione del film di Bollywood “Hanuman” e (che, a questo punto, dovrò guardare) per poi rimanere qui. Continuiamo il nostro giro, ma siamo continuamente distratti dagli animaletti che affollano questo singolare tempio, pieno di altari e idoli sparsi in ogni angolo e cunicolo. Porticine e scalette portano a piccoli spazi dove trovi un piccolo tesoro da ammirare. Uscendo dal tempio ci troviamo sul fiume e sul lungo fiume una serie di bancarelle. Ci beviamo un cocco e riprendiamo il nostro giro che ci porta verso l’uscita. 

La sera una pratica a tema di Shiva Flow, ancora dedicata al Rāmāyana: Sirsa Flow. E questa sera ho l’onore di avere a lezione Deepak, il nistro insegnante della mattina, e una ragazzina indiana che abbiamo conosciuto qui in albergo. 

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