Hampi giorno 2

  
Il secondo giorno, che poi è il primo giorno vero e proprio, si apre con una pratica alle 5 😑 il nostro insegnante,  Deepak, è molto giovane anagraficamente.  Mi sembra piuttosto emozionato a insegnare al nostro gruppo e si vede che ci tiene a fare bella figura. Risultato: 1 ora e mezza di lavoro approfondito di cesello su saluto al sole e trikonasana. Alla fine della pratica è sudato più lui di noi. Ci saluta con un sospirone di sollievo vedendo i nostri sorrisi rilassati. Patil ci lascia il tempo di fare una doccia, mettere la maglietta col logo della sua scuola che ci ha regalato e tornare giù per la cerimonia di apertura. Quando ci riuniamo in giardino assomigliamo di più a una squadra di cricket che a un gruppo di praticanti di yoga. Siamo veramente pittoreschi, Nunzio ha pure la stampa sulla schiena al contrario, sembra un’ambulanza.

Il gran cerimoniere dello yagna di apertura è il nostro insegnante di Astrologia Vedica, Manoj, che, dopo aver sentito intonare i mantra, ho prontamente ribattezzato Julio (Iglesias) per la sua vocazione melodica. Sul pavimento sono stati disegnati dei rangooli con la polvere colorata, disteso un telo a righe rosse e sistemato un braciere. La cerimonia dura 1 ora abbondante tra canti di mantra, offerte di tutti i tipi da gettare nel fuoco, pallini sulla fronte (il famoso tillak), bracciali legati ai polsi. Man a mano che andiamo avanti si aggiunge gente (sconosciuta) al gruppo: camerieri, inservienti e persino il direttore dell’albergo dove alloggiamo. Ovviamente non può mancare la foto finale, come vuole la tradizione del cricket. Eccoci tutti in piedi, con una banana in mano e una paresi in faccia. Faccia peraltro affumicata dal fumo della yagna. 

Dopo la colazione tocca ad astrologia vedica. Julio la prende un po’ alla larga e comincia a spiegarci cosa siano karma, dharma e destino. Jyotisha, nome sanscrito dell’astrologia vedica, detta anche scienza della luce, si occupa delle emozioni, lo yoga della mente e l’ayurveda del corpo. Finiamo giusto in tempo per andare a pranzo e poi pomeriggio libero, ci si ritrova alle 18 per una pratica di Shiva Flow. Visto il tema del mattino ho pensato a Trikona Flow, così introduciamo un po’ di miti e filosofia. Nella pausa pomeridiana decidiamo di riposarci un po’, ma io ho fatto i conti senza l’oste. Non appena mi sdraio sul letto vengo aggredita da Lorenzo che cerca di soffocarmi per farmi sentire la bontà dei fiori della mala che ci hanno dato alla cerimonia, mentre Edoardo mi arraffa una gamba spingendola verso l’alto per schienarmi. Addio relax. Nonostante tutto riesco a tenere la lezione di Shiva Flow in modo dignitoso. Finiamo che sembriamo usciti dalla doccia. 

La serata passa piacevolmente al bar, tra una risata, una chiacchiera e un topo che passeggia amabilmente in giardino. 

Buona notte!

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