Varkala – giorno 9

  
L’ultimo giorno è sempre triste. Sapere che stai partendo, senza sapere se e quando potrai tornare ti lascia una sensazione di sospensione che cerchi di colmare facendo un’abboffata di immagini, odori, sensazioni e suoni che ti porterai dietro. Abbiamo deciso di dividerci in due gruppi. Uno partirà dopo pranzo per andare a visitare Trivandrum prima di andare all’aeroporto, l’altro si godrà l’ultima giornata a Varkala.  Patil mi annuncia che a mezzogiorno  ci sarà una cerimonia di chiusura per salutarci. Sarà tenuta da nientepopodimenoche Adolf! Mentre vado avanti e indietro per sistemare tutto e preparare la valigia compare Prana ji. Ha l’aria piuttosto confusa. Forse è venuto a salutarci, che carino. Invece no, scopro da Patil che Parana ji si è appena svegliato ed è corso da noi convinto di dovere tenere una lezione, peraltro a un’orario nel quale non ne abbiamo mai fatte. Comincio a valutare la possibilità che il pranayama possa danneggiare alcuni funzioni.

La cerimonia è molto bella. Adolf è andato a prendere delle collane di fiori freschi e profumatissimi e tra un om e un gorgheggio ci inghirlanda con aria solenne. Momento selfie, con coreografie varie e ultimo pranzo in giardino. Dopo esserci salutati tutti ed esserci scambiati inviti sparsi tra Italia, Varkala, Kashmir e Karnataka partiamo. Il viaggio è come sempre pittoresco, tra contromano, sorpassi improbabili, strombazzamenti e telefonate varie che fanno sembrare la macchina un all center. Adolf passa da momenti di narcolessia profonda a momenti iperattività molesta, in cui parla velocissimo ciondolando con la testa. È gasatissimo e ci propone di andare alla spiaggia di Kovalam. Decliniamo gentilmente, dicendo che vorremmo andare a vedere Trivandrum, magari un mercato tipico. Ci guarda, ciondola la testa e decide di portarci alla scuola di yoga dove ha iniziato prima a praticare, poi a insegnare. Ci porta nella sala dedicata a Shiva, dove fa un paio di gorgheggi. Come al solito parte intenzionato a farci ripetere il mantra. Ne canta un pezzetto, ripetiamo, un altro pezzetto, ripetiamo poi parte in tromba, velocissimo e finisce a razzo. Niente, non ce la fa. Dopo un po’ si annoia. L’unica che e riuscita a tirar fuori qualcosa di buono dalle nostre ugole è Deepa, l’insegnante della mattina che ci ha fatto fare una meditazione molto bella, chiusa dal mantra Lokha Samastha Sukino Bhavantu, che augura a tutte le creature sulla terra di poter vivere in pace e armonia. 

Ci muoviamo alla volta del mercato, ma invece di andare al mercato tipico  ci troviamo in un suoermercato. Comincio a pensare che oltre al pranayama anche la pratica degli asana non faccia proprio benissimo. Tra l’altro Adof di Calcutta ci dice che Prana ji è stato il suo guru. Tutto prende un significato. Adolf ci ripropone di andare alla spiaggia di Kovalam. Capiamo che, finchè non riuscirà a portarci là, non riusciremo a fare altro. Cosi accettiamo. Io li adoro gli indiani. Hanno questa resistenza passiva per cui non esiste il no. Quando decidono che devi fare o vedere qualcosa stai sicuro che lo farai ed è inutile opporsi. La loro capacità di sagomarsi e far rimbalzare ogni diniego è unica al mondo. Non resta che lasciarsi trasportare e vedere cosa succede. Ci ritroviamo cosi catapultati ad Alassio. Sì, perchè Kovalam sembra una località ligure. C’è persino il budello, lungo il quale seguiamo, anzi rincorriamo Adolf. Ci porta a mangiare la ristorante di un suo amico che sembra Cocciante. Ci dice che la sua shala si trova propio di fianco al ristorante e ci indica un punto dove si trova una specie di serra. Mentre mangiamo Adolf sparisce. Lo vediamo sfrecciare avavnti e indietro, saluta tutti ed entra nella serra. Ecco, quella strana serra che assomiglia alla gabbia del full contact è la sua shala e dopo mangiato ce la mostra con un orgoglio quasi commovente. È un uomo tronfio.

È giunta l’ora di andare in aeroporto per ritrovare gli altri e terminare il nostro viaggio. Ci regaliamo un piccolo diversivo visitando Dubai, visto lo scalo di 9 ore, ma lo scarto tra l’India e Dubai e quasi scioccante.

Alla prossima, India. Per ora ,pmi accontento di godere di quello che ho raccolto e imparato questa volta. 

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