Varkala – giorno 5

  
Oggi è il compleanno di Lorenzo. Compie 12 anni. Fatico a trovare le parole per descrivere le emozioni di questi giorni e la gratitudine infinita che sto provando per quello che sta succedendo. Ho deciso di portare lorenzo con me in India perchè stava passando un periodo difficile e tempestoso fatto di insicurezze, piccoli e grandi drammi, spaesamento per il futuro e insoddisfazione per il presente. Speravo che la magia dell’India potesse aiutarci in questo percorso in salita, ma non mi sarei mai aspettata di vedere quello a cui sto assistendo in questi giorni. Guardo questo ometto passeggiare per la via dello shopping di Varkala, salutando tutti, in inglese. Si ferma a chiacchierare, in inglese, va e viene come se abitasse qui da sempre. Oggi gli facevano gli auguri per strada persone che non avevo neanche l’idea di chi fossero. Patil lo coccola portandolo a fare merenda, a giocare a pallone, portandogli la torta del compleanno con su il disegno di un pallone da calcio. E a questo incredibile gruppo di persone che hanno creato un’armonia e una leggerezza che lo ha nutrito, rassicurato e fatto crescere saremo sempre riconoscenti per la magia a cui ho assistito. A loro va la mia eterne gratitudine.

Oggi ci sono state anche altre magie. Il corso con la dottiressa di ayurveda, per esempio, ci ha folgorati. Il guru, Prana Ji, che sembra il nome di un dj di Ibiza, che con kapalabhati e bhastrika ci ha mandati in orbita. Ma il vero colpo della giornata è stato lui, il nostro Adolf. Entrato come riserva in sostituzione di una classe di mudra saltata all’ultimo momento, il nostro Adolf ci ha sorpresi e stregati. Lorenzo ci aveva visto lungo e stasera ha deciso di partecipare alla lezione perchè invitato da lui in persona. Adolf se lo a caparra subito e lo piazza sul suo tappetino. Mantra di apertura che ormai sa di dover cantare da solo quando tiene lezione da noi, e poi via con una serie si saluti al sole che Flash spostati. Arrivati a meta dei 12 saluti ci muoviamo tutti come fossimo posseduti; i nostri corpi sembrano di gomma, scivolando avanti e indietro al ritmo scandito dal nostro uomo. Finita la serie Adolf opera una trasformazione che ha dell’incredibile e da carnefice si trasforma in taumaturgico davanti alle nostre facce sbigottite. Elisa avanza l’ipotesi che in realtà si tratti di Madre Teresa. Lo osserviamo mentre, tra uno scricchiolio e l’altro, agisce sulla schiena di Anny per farle passare il torcicollo. Le monovre sono inquietanti, ma l’effetto è sorprendente. Nel frattempo è calato il sole e le zanzare ci aggrediscono. Mi sento un puntaspilli. Madre sembra agitarsi e comincia a fare cose strane che culminano in un sirsasana lampo di mezzo respiro prima di ordinarci con cipiglio uno savasana durante il quale prima ci fa ascoltare la versione più improbabile del Gayatri Mantra mai sentita e poi un suo assolo composto da una selezione di pezzetti di mantra stile dj che manco Al Bano. Ci ordina di alzarci, si scusa per le zanzare e ci dice che gli farebbe piacere venire a insegnare ancora da noi. È amore ormai. Chiedo a Patil di assegnarcelo anche domani mattina.

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