Dhyana e Darshan

meditazione-terzo-occhio

 

La parola darshan in sanscrito significa “vedere, guardare, osservare, contemplare”. Gli Induisti “fanno darshan” quando vanno al tempio e contemplare la divinità. Ma attraverso l’osservazione e la contemplazione siamo in grado di farci poi un’idea e creare un punto di vista.

Dhyana significa focalizzare l’attenzione, concentrarsi, focalizzarsi. Fu la figura di Buddha a rendere il dhyana veramente importante. Buddha affermò che ritirarsi in un eremo e mortificare il proprio corpo non avrebbe portato di per sé conoscenza, a meno che non ci si mediti e lavori su. L’atto di chiudere gli occhi è associato al concetto di dhyana, il suo opposto è darshan, aprire il gli occhi.

Entrambi sono importanti. Il darshan permette di vedere la verità degli altri, il dhyana ci permette di digerire questa verità nella nostra mente. Il primo è legato alla fase dell’acquisizione delle informazioni, il secondo della loro rielaborazione. Alcune persone si fissano su un’idea e non vogliono ascoltarne altre. Queste non sono in grado di fare né darshan né dhyana e diventano violente, convinte che la ragione sia solo dalla loro parte. Il dhyana da solo non permette di vedere altre verità, perché al nostro interno non possiamo trovare tutte le risposte; molte di queste si trovano all’esterno.

Un tempo un devoto di Krishna voleva fare darshan presso un tempio. Il sacerdote non lo riteneva, però, all’altezza, così lo cacciò in malo modo. Il devoto allora piantò una tenda davanti al tempio e cominciò a cantare e fare riti in onore di Krishna. Un altro sacerdote uscì e lo cacciò con violenza, facendogli sbaraccare la tenda. Durante la notte ci fu un violento terremoto; la mattina successiva si scoprì che aveva fatto crollare una parete del tempio, proprio dove si trovava la statua di Krishna, che ora era esposta e visibile a tutti.

Proviamo a a fare dhyana e a meditare su come ci esponiamo e ci mostriamo agli altri. Come trattiamo le persone intorno a noi e come interagiamo? E ancora, com’è il nostra darshan, il nostro sguardo sugli altri? Costruiamo muri intorno a noi per evitare di mostrarci? Mostriamo solo un aspetto della nostra personalità?

Il darshan ci dà gli elementi su cui riflettere; il dhyana il mezzo per trovare un significato.

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