Il cervo d’oro

  
Quando Ram si trovava nella foresta con il fratello Lakshmana e la moglie Sita, si trovò a lottare con i rakshasa, demoni della foresta. Il loro re, Ravana, decise di rapire Sita e portarla nel proprio regno, l’isola di Lanka. Per far questo aveva bisogno che Sita fosse sola, allontanando i fratelli dalla capanna dove si trovavano i tre. Chiese così a Marichi di prendere la forma di un cervo d’oro e correre attorno alla capanna di Ram. Così fece Marichi, si trasformò in uno splendido cervo dorato con bellissime corna e una magnifica pelle che brillava alla luce del sole. Sita, vedendo questa strana creatura, chiese a Ram di catturarla per lei. Per farla felice Ram prese l’arco e si mise ad inseguire il cervo, determinato a catturarlo, vivo o morto. “Stai qui a controllare che Sita sia al sicuro” disse al fratello Lakshman.

Le ore passavano, non c’era segno di Ram o del cervo. Quindi, improvvisamente, giunse una voce dalla foresta. “Salvami, Lakshman! Salvami, Sita!”. Sembrava la voce di Ram, ma era Marichi che imitava la voce di Ram. Sita mandò un riluttante Lakshman a salvare Ram. Rimasta sola, per Ravana fu un gioco da ragazzi catturare Sita e portarla al suo palazzo. Forse proviene da qui il detto “non è tutto oro quello che luccica”?

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