Garuda, Vishnu e la compassione

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Gunakeshi, la figlia del cocchiere di Indra, Matali, si innamorò di Sumukha, un naga molto bello. Gli chiese così di sposarla, ma questi rispose di non poterlo fare perché destinato a morire il giorno dopo. Le spiegò di come, per prevenire una strage di naga da parte di Garuda, Vasuki, il re dei naga, aveva acconsentito a sacrificare ogni giorno un naga. Questo avrebbe permesso che ognuno potesse vivere libero dal terrore. Il giorno dopo sarebbe stato il turno di Sumukha, così, anche se lo desiderava tanto, non avrebbe potuto sposare Gunakeshi. Gunakeshi,devastata dal dolore, andò dal padre che, incapace di vederla in tale stato, supplicò Indra di aiutarlo. Indra allora si rivolse a Vishnu che perorò la causa di Sumukha presso Garuda.

“Ma lui è il mio cibo” rispose a Vishnu.
“E’ così, ma devi trovare nel tuo cuore la capacità di lasciar andare questo naga”. Garuda era inamovibile, così Vishnu appoggiò una delle sue mani sulle ali di Garuda. Tale era il peso della mano che questi non riusciva più a sbattere le ali. Si rese conto di essere in trappola. Cercò di liberarsi, ma senza riuscirci, non c’era via di scampo.
“Ti prego, liberami. Abbi un po’ di compassione”
“Solo se tu ne avrai con gli altri” rispose Vishnu.
Garuda realizzò che per ricevere compassione è necessario mostrare compassione. Decise così di non mangiare Sumukha il giorno seguente, che fu così in grado di sposare Gumakeshi.

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