Lasciar fluire la conoscenza

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Una delle credenze comuni nel mondo dell’induismo è che Saraswati non stia mai nella stessa casa in cui ci sia già Lakshmi, poiché passano il tempo a litigare. Lakshmi è attraente, agghindata e appariscente, mentre Saraswati è poco curata nell’aspetto, non si trucca né adorna con orecchini o gioielli. Lakshmi va e viene, ma può essere anche trattenuta a forza in un posto, mentre Saraswati arriva solo dopo grandi sforzi, tuttavia, una volta arrivata non se ne va più.

In un racconto induista Vishnu, stufo di sentire le due litigare in continuazione, le separa mettendo Saraswati sulla sua lingua e Lakshmi sul suo cuore, così da ottenere il meglio da entrambe, l’invisibile Saraswati e l’appariscente Lakshmi.

Dietro a questo “litigio mitologico” sta una discussione ben più articolata: che cosa importa di più nella vita terrena? La ricchezza o la conoscenza?

Non si tratta di una domanda oziosa, ma di un quesito che nasconde un momento storico e sociale molto importante che coinvolge le tre maggiori comunità Vediche: i Barahmini, che trasmettevano e conservavano la conoscenza Vedica, gli Kshatriya, che erano i guerrieri e portavano arco e carro, e i Vaishya, che erano i commercianti a avevano accesso alla ricchezza. La disputa, in campo mitologico, era tra Saraswati (Brahmini), Lakshmi (Vaishya) e Durga (Kshatriya) e apre a una questione molto più profonda: cosa ha importanza nella vita sociale? Conoscenza, ricchezza o potere?

Alla base di questa domanda sta il desiderio umano di dominare, particolare e peculiare nel genere umano. Gli animali cercano di dominare per procurarsi il sostentamento per vivere, il cibo. L’uomo va oltre, poiché ha la possibilità di scegliere e questa possibilità di scelta gli arriva da Saraswati, dall’immaginazione. Grazie all’immaginazione gli uomini producono idee e invenzioni che permette loro di creare un surplus di cibo. In tal modo non c’è una reale necessità di gerarchia  sociale, ce n’è abbastanza per tutti. Tuttavia l’uomo ancora è spinto nella ricerca del dominio. Questo anelito deriva da un’ansia più profonda, un’ansia solo umana, la ricerca della propria identità. Gli animali non hanno dubbi su chi sono e su quale sia la loro posizione nella catena alimentare e nella gerarchia sociale. Nell’uomo Saraswati, l’immaginazione, crea il dubbio che nasce dalla mancanza di aderenza tra come ci immaginiamo noi e come ci immaginano gli altri.

Nelle prime società la forza e la violenza venivano usate per imporre se stessi, col passare del tempo la violenza è stata soppiantata dall’idea di proprietà: chi aveva di più era più potente, chi ha di più è più potente. La proprietà, grazie alle leggi create dall’uomo, può essere ereditata e non richiede una forza particolare o un’abilità particolare. Questo meccanismo assicura la ricchezza ai ricchi, così coloro i quali ereditavano la ricchezza non erano interessati alla conoscenza. Non erano interessati neanche a forza, abilità particolari o stato sociale.

La spaccatura avvenne quando i brahmini, impegnati a trasmettere la conoscenza Vedica, cominciarono a occuparsi solo al canto dei mantra e alla loro perfetta esecuzione, spesso slegata addirittura dalla loro comprensione. Questa casta, così impegnata in quest’attività, veniva mantenuta attraverso regali e donazioni. In questo modo si creò una spaccatura e un allontanamento tra conoscenza e ricchezza, poiché i brahmini non doveva preoccuparsi del proprio sostentamento. Un po’ alla volta la ricchezza fu vista come corruzione e distrazione dal percorso verso l’illuminazione.

Stranamente nessuno si accorse di come anche la conoscenza potesse avere lo stesso effetto. I brahmini erano così impegnati a memorizzare e trasmettere i canti Vedici e i rituali che il loro significato perse di interesse e importanza.

La conoscenza Vedica è legata alla capacità di espandere la mente, superare la paura, nella ricerca dell’autorealizzazione.

Se la mente è chiusa, c’è paura e, quindi, desiderio di dominare.

Un po’ alla volta tutto quello a cui i brahmini non potevano avere accesso in quanto impegnati nel loro lavoro divenne proibito e fonte di impurità: carne, alcohol, piaceri sessuali, ricchezza, proprietà, commercio, lavoro fisico e contatto con la natura. La società si spacco sempre più visibilmente e profondamente.

Così Saraswati, che si supponesse dovesse espandere la mente umana e aiutare a scoprire atma (l’anima universale), finì per causare chiusura. La ricerca della purezza presume l’esistenza di una sporcizia. La presunta sporcizia è solo una categoria  culturale, non esistente in natura.

Per superare il bisogno umano di dominare attraverso la ricchezza, lo status, la conoscenza, la bellezza, il successo e il concetto di purezza, basta lasciar fluire con sincerità Saraswati nelle nostre menti.

Tradotto da 7 Secrets of the Goddess, Devdutt Pattanaik

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