Holi

 

Colorful-Happy-Holi-pictures

Oggi e domani gli induisti festeggiano Holi, la festa dell’inizio della primavera. Come già detto in qualche vecchio post, il calendario induista segue l’andamento della luna, per cui le feste non hanno una data fissa, come invece nel caso del nostro calendario dove l’unica festività che cambia data è Pasqua. Le festività induiste hanno un periodo entro il quale ricadono, che dipende dalla luna nuova o dalla luna piena, a seconda dei casi. Nel caso di Holi si tratta di stabilire la data nella quale ricade l’ultima luna nuova invernale, occasione nella quale si festeggia Maha Shivaratri, e la relativa luna piena, momento nel quale si festeggia, appunto, Holi (15 giorni dopo). I festeggiamenti coinvolgono falò, polveri colorate che vengono lanciate nell’aria, canti e balli e rappresentano spesso Krishna mentre flirta con le pastorelle.

Come sempre a seconda della regione che prendiamo in considerazione possiamo trovare diversi episodi e racconti legati a questa festività, ma la radice comune è la fertilità. Holi è il momento in cui lasciamo i rigori dell’inverno per entrare nel tepore primaverile, momento in cui tutto sboccia e l’energia che è stata creata, incamerata e preparata durante tutto l’inverno, ha la possibilità di esprimersi appieno nei boccioli dei fiori, nelle tenere foglie che cominciano a fare capolino dai rami secchi che sembravano ormai morti, nei germogli che produrranno i frutti.

Ho scelto una delle tante storie che ho trovato legate a Holi, da raccontare qui. Avendo un debole per Shiva quest’anno racconterò il suo ruolo in questa festa, lasciando per gli anni successivi altri racconti. Durante la vigilia di Holi vengono accesi falò in onore di Holika (da cui il nome della festa), una donna che, si dice, potesse rimanere nel fuoco senza esserne bruciata. Nel Sud dell’India questo falò è chiamato anche Kama Dahan. Kama è il dio del desiderio, quello fisco e carnale, che un giorno, dietro richiesta degli dei, cercò di colpire Shiva con una delle sue frecce, per risvegliarlo dalla sua infinita meditazione e farlo innamorare di Parvati. Per troppo tempo Vishnu, il dio della preservazione, aveva caratterizzato la vita sulla terra dove, proprio per questo, non accadeva più nulla, tutto minacciava di finire e spegnersi a causa della mancanza di tensione tra le forze della distruzione e della costruzione. Così gli dei decisero di chiedere a Shiva, dio della distruzione e del cambiamento, di intervenire, ma questi era incontattabile, completamente assorbito dalla meditazione. Chiesero allora a Kama di intervenire per farlo innamorare di Parvati e farlo tornare sulla terra come marito e padre, ma, quando Shiva si accorse, poco prima che la freccia venisse scoccata, che Kama stava per colpirlo, lo bruciò all’istante con il suo terzo occhio, riducendolo in cenere. La moglie di Kama, Rati, disperata per la perdita, supplicò Shiva di farlo tornare in vita, così il dio fece rinascere Kama sotto forma di Krishna e Rati sotto forma di Radha, sua sposa. Nel corpo di Krishna la lussuria rappresentata da Kama sarebbe stata temperata, anche grazie alla presenza di Radha, dal sentimento dell’amore, coinvolgendo non solo il corpo, ma anche il cuore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...