La Trimurti – Shiva

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Il ruolo di Shiva, nella Trimurti, è apparentemente il più ingrato e il più antipatico. Shiva, infatti è comunemente conosciuto come il distruttore, colui che arriva e distrugge tutto  per permettere a Brahma di poter ricostruire e far rinascere un nuovo mondo. Visto in questa ottica il suo ruolo diventa più interessante e decisamente più accettabile. Shiva elimina il vecchio per poter creare da zero il nuovo, per poter rinascere. E proprio per questo è una delle divinità più venerate in India.

La sua figura ha molti aspetti, spesso contrastanti, e una miriade di appellativi: è il padre di famiglia e simbolo dell’energia maschile (marito di Shakti l’energia femminile, padre di Ganesha e Skanda/Kartikkeya), ma anche il meditatore per eccellenza, in ritiro sul monte Kailash, e il danzatore (Nataraja) che attraverso la sua danza mette in moto la distruzione e la creazione.

Gli attributi principali di Shiva sono:

Colore della pelle bianco brillante – perché il bianco è tutti i colori insieme

I capelli arruffati e raccolti in una crocchia che rappresentano Vayu, il dio del vento

Shiva possiede tre occhi, quello centrale rappresenta la saggezza e l’onniscienza, che rappresentano le tre sorgenti di luce cosmica: sole, luna, fuoco.

Il trishula, una sorta di tridente che ha diverse interpretazioni. La teoria che mi piace di più è quella che lo lega i tre guna, e di rimando i tre ruoli della Trimurti.

Il serpente arrotolato intorno al collo spesso viene interpretato come l’energia della kundalini. A me piace molto anche l’interpretazione che vede nella presenza del serpente attorno a Shiva la sua noncuranza e invulnerabilità nei confronti dei veleni, in particolare, in quanto meditatore, dei veleni della mente.

In testa spesso compare il Gange, divinità femminile che viene spesso invocata in situazioni particolarmente difficili.

Shiva indossa spesso, sulle spalle, una pelle di tigre, simbolo dell’energia della natura che viene domata da Shiva stesso.

Una luna crescente spunta dai suoi capelli, a simboleggiare il suo potere sul tempo e sul soma, l’offerta sacrificale che dona potere su creazione e distruzione.

In mano porta un tamburo, dal quale nasce il suono primordiale AUM.

Infine Shiva è sempre avvolto dalle ceneri sacre, risultato delle sue distruzioni, con le quali si cosparge.

 

 

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